Ingo Engelhardt

RAD RACE

INGO ENGELHARDT: IL CICLISMO CON RAD RACE E’ PASSIONE E DIVERTIMENTO

Ciao Ragazzi,

Mi chiamo Ingo Engelhardt e sono uno dei fondatori di RAD RACE. Cos’è RAD RACE? Semplice, il nostro motto è “Stop Racism – Start Raceism!” Non importa la tipologia di bicicletta che avete, il vostro colore delle pelle, la vostra religione. Non importa da dove venite. Come RAD RACE vogliamo condividere con voi la nostra passione per il ciclismo.

Come è nata l’avventura di RAD RACE? Quando ero più giovane non mi piaceva il ciclismo, o meglio, non mi piaceva un certo tipo di ciclismo, ancorato a vecchi stereotipi incentrati solo sulla competitività. Ricordo che quando ero un bambino, mio padre mi portava a vedere le gare di ciclismo. Rimanevamo li ore ad attendere questi campioni e poi quando transitavano, in pochi minuti tutto era finito. Ero deluso e per diversi anni non ho più seguito il ciclismo e mi sono avvicinato ad altri sport come il calcio e il running. Nel 2008 poi un amico mi ha regalato una bicicletta e provandola ho raggiunto i 70 Km/h in discesa. Non avevo mai provato una sensazione così bella. E da li è partita l’idea. Fare del ciclismo uno stile di vita e una professione, cercando di mettere cuore e anima in un’attività che mi aveva fatto vivere un’emozione unica e adrenalinica.

Non c’era nessuno però che organizzava gare dove al centro di tutto, oltre alla bicicletta, ci fosse l’amicizia e il divertimento.

Per questo ho coinvolto 11 dei miei più cari amici e ho proposto loro di organizzare una gara, la chiameremo RAD RACE gli dissi. Non avevamo soldi, ma solo tante belle idee. Abbiamo messo insieme un piccolo budget per iniziare questa attività e con questi soldi abbiamo realizzato il nostro website, comprato le tendo strutture e tutto il materiale necessario per partire. Non avevamo sponsor, eravamo solo 11 amici curiosi e determinati.

Ora abbiamo un personale composto da 60 persone e negli anni siamo riusciti a coinvolgere in questo progetto affermati sponsor ciclistici, come Selle San Marco.

Cinque anni fa abbiamo organizzato la nostra prima gara a Berlino, in un circuito d’auto. Non era una gara vera e propria, ma un torneo con 8 ciclisti per round che pedalavano sul circuito e dopo ogni giro l’ultimo veniva eliminato. Ci siamo accorti che quella formula funzionava, il pubblico impazziva, ma non per il vincitore ma per l’ultimo classificato perché non volevano che venisse eliminato e continuavano ad incoraggiarlo. Gli italiani sono sempre i più pazzi alle nostre corse, perché sanno come festeggiare, gridare ed esaltarsi. Dopo aver organizzato alcuni circuiti per biciclette fixed, ci è stato proposto da un gruppo italiano che lavorava per un ente turistico associato all’Unione Europea di promuovere con un evento la ciclabile Monaco-Venezia. Noi abbiamo accettato immediatamente.

La nostra idea era di organizzare una gara a tappe, eliminando la componente competitiva e impostando la corsa come fosse una ciclo turistica da condividere con un gruppo di amici. Da qui è nato il nome di questo progetto: Tour de Friends.

Quest’anno per la seconda edizione del nostro Tour de Friends c’erano 500 iscritti, ma l’obiettivo per i prossimi anni è quello di allargare la platea fino a 1000 riders perché non ci sarebbe nessun problema dal punto di vista organizzativo o logistico. Il prossimo anno saremo ancora in Italia con il nostro Tour de Friends 3, da Augusta a Feltre. Cinque tappe, attraversando la Germania, l’Austria, la Svizzera fino ad arrivare in Italia.

In questi giorni siamo in Colombia per testare il percorso del Tour de Friends 4, che si svolgerà nel 2020. La nostra speranza è quella di riuscire ad organizzare più Tour de Friends durante l’anno. Abbiamo già avuto dei contatti con gente in Scandinavia, Slovenia ma in generale in tutta Europa per promuovere questo format nel maggior numero di Stati che credono nel ciclismo e in questo progetto.

Vi aspetto al prossimo Tour de Friends, non ve ne pentirete.

Un saluto,

Ingo