Jozef Metelka

CICLISTA PARALIMPICO

NEVER GIVE UP: LA NUOVA VITA DI JOZEF METELKA

Ciao ragazzi,

Mi chiamo Jozef Metelka e sono un’atleta paralimpico di ciclismo su pista e strada. Si, purtroppo ho perso la mia gamba sinistra un paio di anni fa a causa di un incidente in moto ma questo non mi ha impedito di esaudire i miei sogni. Anzi, quello che mi è successo mi ha dato ancora più forza nella vita e mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi.

Ho 32 anni e sono nato a Piešťany, una piccola cittadina della Slovacchia. Da bambino vivevo sempre all’aria aperta, mi piaceva fare sport e saltare con i miei amici. Fin dall’infanzia ho amato l’alpinismo, giocare a tennis, praticare lo sci e il ciclismo. In generale tutto quello che era sport, per me era vita.

Ho frequentato una delle migliori scuole secondarie di grammatica in Slovacchia, la Gymnázium Pierre de Coubertin Piešťany, riuscendo a diplomarmi senza rinunciare agli sport che tanto amavo. Terminati gli studi, mi sono trasferito in Inghilterra, per iniziare una nuova fase della mia vita. Fin da piccolo il mio sogno era quello di diventare il più forte allenatore di tennis al mondo, e non c’era posto migliore dove poter tentare questa sfida: Wimbledon. Mi sono preso un anno sabbatico e ho iniziato a studiare per diventare coach, fondando poi anche una mia scuola di insegnamento. Dopo l’anno sabbatico mi sono iscritto ad Oxford per iniziare i mie studi universitari. Il primo anno è stato entusiasmante, riuscivo a conciliare i miei impegni scolastici con l’attività di allenatore. Ma la vita ha sempre in serbo per noi delle sorprese e tutto può cambiare in un attimo.

Mentre guidavo la mia moto sono stato investito da una macchina e da quel giorno la mia vita non è stata più la stessa.

Il dolore alla gamba era lancinante ma subito ho pensato che si trattasse solo di una brutta frattura. E invece, nonostante numerose operazioni e sforzi per recuperare, un giorno i medici mi comunicarono che non c’era altra possibilità che l’amputazione. E’ stato uno shock, non potevo crederci. Poi però ho pensato che questa non sarebbe potuta essere la fine della mia vita avventurosa e appena ho potuto sono tornato in palestra, a camminare, ad andare in bicicletta per riprendere la mia forma fisica. La stagione invernale successiva sono tornato in montagna a sciare, solo con una piccola differenza: in un piede indossavo uno scarpone, mentre nell’altro avevo una protesi in carbonio.

Due anni dopo l’incidente sono stato ammesso nel comitato paraolimpico slovacco dello sci e gareggiavo nelle più importanti gare in giro per l’Europa. In garage però c’era la mia MTB che mi aspettava. Ho cominciato ad andare in MTB e a praticare il ciclismo su strada. Nuovi sogni si erano impadroniti di me: diventare campione del mondo ed essere il primo atleta paralimpico a salire sul podio in corse ciclistiche internazionali assieme a corridori non disabili.

L’obiettivo finale è dimostrare al mondo che tutto è possibile per un essere umano che è disposto a spingersi oltre i propri limiti. La vita è un viaggio. Un viaggio nel quale ci si imbatte in diverse esperienze. La carriera di un’atleta professionista ad esempio è limitata a un breve periodo della propria vita, ma una volta terminata bisogna spingersi oltre e trasmettere tutto quello che si è imparato ai ragazzi che si affacciano con entusiasmo al mondo dello sport.

Fortunatamente sono ancora abbastanza giovane e ho ancora diverse sfide da vincere come atleta. Fino a questo momento posso dire di aver esaudito alcuni dei miei desideri. Alle Olimpiadi a Rio de Janiero sono riuscito a vincere due medaglie d’oro: una nell’inseguimento individuale su pista e la seconda nella prova a cronometro su strada.

Ora l’obiettivo è puntare dritto verso le Olimpiadi di Tokyo 2020 e mi sto allenando duramente per questo. Prima però dovrò qualificarmi per i prossimi campionati europei e mondiali che si svolgeranno nel 2019.

Da qualche mese posso contare anche sui prodotti Selle San Marco con i quali mi sono trovato subito bene. Ho avuto modo di testare il modello Mantra Racing e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal comfort di questa sella.

Si dice che l’unica cosa che un umano può veramente lasciare ai posteri è un’eredità. Da parte mia, spero di poter contribuire a colmare il divario tra sport e para sport, per dimostrare che non ci possono essere limiti nelle nostra vita se abbiamo un obiettivo chiaro e preciso di fronte a noi.

Ragazzi, continuate a seguirmi sui miei canali social e su quelli di Selle San Marco 🙂

Un saluto a tutti,

Jozef